I vaccini a mRNA contro il Covid anche nelle versioni più aggiornate hanno una ridotta efficacia. Ma l’antigene Spike prodotto in elevate quantità da questi preparati può causare danni in termini di autoimmunità e risvegliare tumori dormienti o indurli exnovo. Può favorire patologie infiammatorie e croniche.
Sono alcune delle conclusioni a cui è giunto uno studio scientifico condotto dal centro per la salute globale dell’istituto superiore di sanità, guidato dal dottor Maurizio Federico virologo e biologo.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica MDP e finanziato dal Ministero della Salute che solo fino a quattro anni fa imponeva di fatto il vaccino alla popolazione.
L’mRNA del vaccino e la proteina spike sono state trovate in circolo in diversi organi anche a distanza di giorni dall’inoculazione, producendo possibili danni o rischi per l’organismo umano.
Nonostante lo studio scientifico scioccante, il ministero della salute raccomanda i vaccini a mNRA per le persone over 60, persone ospiti nelle strutture di lungo degenza, persone da 6 mesi a 59 anni di età con elevata fragilità e donne in gravidanza o nel periodo post parto durante l’allattamento.